24/11/2007
» LE REPLICHE DI LUOGHI COMUNI SI TERRANNO AL TEATRO AREA NORD DI NAPOLI
(VIA NUOVA DIETRO LA VIGNA, 20) DAL 3 AL 9 DICEMBRE 2007,
TUTTI I GIORNI ALLE ORE 20,30.
LUOGHI COMUNI dall’omonimo libro di Pino Corrias
con Renato Carpentieri, Anna Ferruzzo, Enzo Salomone, Lello Serao, Massimo Wertmüller, coordinamento Renato Carpentieri
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L'idea della messa in scena dello spettacolo "Luoghi Comuni" nasce dalla lettura dell'omonimo libro di Pino Corrias edito da Rizzoli. Fondendo giornalismo e narrativa Corrias racconta, sotto forma di reportage, famosi fatti di cronaca italiana. Sono alcune tra le storie più orribili e dolorose del nostro paese; veri e propri punti scavati come cicatrici sulla mappa d'Italia.
La forte passione civile, l'abilità descrittiva e ritrattistica, l'interesse umano e, a tratti, la pietas che pervadono questi racconti ci hanno spinto al tentativo di creare un percorso alternativo alla parola scritta che,
attraverso la drammatizzazione e la messa in scena, consegni a queste storie tridimensionalità e le arricchisca dei sapori, dei momenti e delle evocazioni emotive che solo un contesto teatrale sa regalare.
Con l'ausilio di contributi audio e video la messa in scena intende non solo creare un "fil rouge" tra i vari racconti ma, soprattutto, aiutarci a rileggere queste storie partendo dall'analisi dell'impatto che esse stesse hanno avuto sull'opinione pubblica
in Italia in relazione al tipo e alla quantità di informazione fornita dai mass media.
La memoria non è ricordo di fatti, di episodi, e neanche documentazione di clima, di temperie, di contesti; memoria è possibilità di giudizio, per capire quello che abbiamo davanti e non soltanto quello che abbiamo alle spalle. Questo è il presupposto dello spettacolo "Luoghi Comuni".
Luoghi per il Teatro
Tre luoghi, un solo tema, l'Italia. Le luci della storia, il lampo del cambiamento.
Cominciando da Piazza Fontana, dove brillò la strage, Milano, 12 dicembre 1969, che piegò per sempre la storia degli italiani: strategia della tensione, misteri, depistaggi, processi infiniti, rimandati in perpetuo. Tutto a consolidare un potere che voleva rimanere immobile, mentre i perimetri sociali andavano in frantumi, la fabbrica, la scuola, la politica, il linguaggio.
Il secondo luogo è Vermicino, il bambino sparito nel pozzo, le diciotto ore di diretta
televisiva, anno 1981. Un intero Paese con il cuore in gola. Lo spettacolo della morte in diretta. La prima volta che la televisione modifica un evento mentre accade. La prima volta che un evento viene modificato dalla televisione. Che lo cambia nei ritmi, nella intensità, nella ridondanza. Che interferisce con le procedure di salvataggio, le intralcia fino a vanificarle, le trasforma in uno spettacolo, ma senza il lieto fine.
